Decreto agosto: contributo a fondo perduto per attività nei centri storici

Contributo a fondo perduto per attività economiche e commerciali nei centri storici

Per le attività economiche svolte nei centri storici dei comuni vengono istituiti contributi a fondo perduto sulla falsa riga di quelli di cui al decreto Rilancio

Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del 7 agosto 2020 del c.d. decreto agosto (si attende il testo definitivo pubblicato in Gazzetta Ufficiale), spunta il nuovo contributo a fondo perduto per i soggetti esercenti attività di impresa di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nei centri storici ed in particolare nelle zone A o equipollenti dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana.

Le città sono state individuate sulla base delle ultime rilevazioni statistiche rese disponibili da parte delle pubbliche amministrazioni

  • per i comuni capoluogo di provincia, in numero almeno 5 volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni;
  • per i comuni capoluogo di città metropolitana, in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni

Queste sono le città

  • Venezia
  • Verbania
  • Firenze
  • Rimini
  • Siena
  • Pisa
  • Roma
  • Como
  • Verona
  • Milano
  • Urbino
  • Bologna
  • La Spezia
  • Ravenna
  • Bolzano
  • Bergamo
  • Lucca
  • Matera
  • Padova
  • Agrigento
  • Siracusa
  • Ragusa
  • Napoli
  • Cagliari
  • Catania
  • Genova
  • Palermo
  • Torino
  • Bari

Le condizioni per il contributo a fondo perduto centri storici

E’, come solito, stabilita la condizione del fatturato affinché si possa accedere al contributo. Il beneficio spetta purchè l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020, degli esercizi di cui al comma 1, realizzati nelle zone A dei comuni di cui al medesimo comma 1, deve essere inferiore alla metà dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi realizzati nel corrispondente mese del 2019”.

Modalità di calcolo

Come avviene per il contributo a fondo perduto di cui al decreto Rilancio (art. 25), anche per quello in commento, l’ammontare spettante è determinato applicando una certa percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi riferito al mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno del 2019 (l’importo del contributo non può, comunque, essere superiore a 150.000 euro).

La percentuale da applicare per il calcolo è pari al:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro nel periodo d’imposta 2019;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a 400.000 euro e fino a un 1.000.000 di euro nel periodo d’imposta 2019;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un 1.000.000 di euro nel periodo d’imposta 2019.

Importo minimo

Il contributo non sarà inferiore a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche.

Gli stessi importi minimi valgono anche per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1° luglio 2019.

L’importo massimo del contributo a fondo perduto è fissato a 150.000 euro. Il compito di attuazione resta nelle mani dell’Agenzia delle Entrate.