Bonus Ristorazione: contributo a fondo perduto entro il 28 novembre

Al via le richieste di contributo a fondo perduto per la filiera della ristorazione, a copertura di acquisti made in Italy: richiesta online o alle Poste.

Fondo perduto per la ristorazione

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto di attuazione del Fondo per la filiera della ristorazione, previsto dal Decreto Agosto (Legge n 126/2020).

Per la richiesta del contributo a fondo perduto c’è tempo fino al 28 novembre. Le domande possono essere presentate online o all’Ufficio Postale.

Possono aderire tutte le imprese che erano in attività alla data del 15 agosto con i seguenti codici ATECO:

  • 56.10.11-Ristorazione con somministrazione
  • 56-10-12-Attività di ristorazione connesse alle aziende agricole
  • 56.21.00-Fornitura di pasti preparati
  • 56.29.10-Mense
  • 56.29.20-Catering continuativo su base contrattuale
  • 55.10.00 Somministrazione di cibo

Come altro requisito è necessario il calo di fatturato da marzo a giugno 2020 rispetto allo stesso periodo 2019 (almeno il 25%). Non è richiesto tale requisito per chi ha iniziato l’attività dal 1° gennaio 2019.

Come funziona

Ai fini dell’ottenimento del contributo l’azienda deve acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti agricoli e alimentari (ad esempio, latte, vino e pasta) ed il prodotto principale non deve superare il 50% della spesa totale. Il contributo non può comunque essere superiore all’importo totale degli acquisti.

L’ammontare degli acquisti non può essere inferiore a 1.000 euro e superiore a 10.000 euro (al netto IVA).

Il contributo copre acquisti effettuati dal 15 agosto in poi (comprovati da idonea documentazione) di prodotti made in Italy della filiera agricola e alimentare (inclusi prodotti vitivinicoli), anche DOP e IGP. Sono ammessi anche quelli della pesca e dell’acquacoltura. Sono considerati prioritari gli acquisti di prodotti DOP, IGP e ad alto rischio di spreco (indicati nell’Allegato 1 al decreto), ossia i seguenti:

  • latte 100% italiano
  • prosciutto crudo dop e prosciutto cotto 100% italiano
  • salumi vari da suino dop e Igp da animali nati allevati e macellati in Italia
  • salumi non da carne suina (tacchino, bresaola, altro) da animali nati, allevati e macellati in  Italia
  • formaggi dop o da latte 100% italiano  olio extra vergine di oliva100% da olive italiane/o dop
  • carne bianca da animali nati allevati e macellati in Italia
  • carne bovina, suina, ovicaprina, cunicola da animali nati allevati e macellati in Italia
  • zuppe di cerali con verdure filiera e materia prima italiana
  • minestrone con verdure filiera e materia prima  italiana
  • pasta secca con grano 100% italiano
  • riso da risotto con riso 100% italiano
  • preparati per risotti (alle verdure, ai funghi, ecc.) da materia prima italiana
  • passata di pomodoro 100% italiana
  • polpa di pomodoro o pelati 100% italiana
  • sughi pronti da materia prima italiana
  • verdure fresche o conservate in scatola o in vetro filiera e materia prima italiana
  • verdure conservate in scatola filiera e materia prima italiana formato per mense
  • legumi in scatola (fagioli, lenticchie) filiera e materia prima italiana
  • macedonia di frutta o frutta sciroppata o frutta fresca da filiera e materia prima italiana
  • succo di frutta e purea di frutta filiera e materia prima italiana
  • crackers, pane e prodotti da forno da grano 100% italiano
  • vini dop e igp
  • aceti balsamici dop e igp

Come ottenere il contributo

Per accedere al contributo occorre registrarsi sulla piattaforma “Portale della ristorazione” tramite SPID, oppure recarsi presso gli sportelli di Poste italiane, fornendo i seguenti dati:

  • copia del versamento per adesione all’iniziativa di sostegno, tramite bollettino di pagamento  Decreto Agosto, art 58 comma 6);
  • documenti fiscali (fatture e documenti di trasporto) che certificano acquisto e consegna dei prodotti;
  • dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà del legale rappresentante o suo delegato su  quanto richiesto dall’art 5 del decreto.

L’indebita percezione del contributo comporta sanzioni pari al doppio del contributo non spettante, fino a un massimo di 8.000 euro.

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