Credito d’imposta Formazione 4.0

L’agevolazione fiscale per le spese di formazione 4.0 con alcune modifiche

Tra le agevolazioni contenute nella Legge di Bilancio 2020 è stata prevista la proroga di un anno del credito d’imposta formazione 4.0 apportando tuttavia alcune novità rispetto alle norme in vigore fino allo scorso anno.

Soggetti beneficiari: novità 2020

Per quanto riguarda i soggetti beneficiari la norma prevede che l’agevolazione spetti a tutte le imprese indipendentemente dalla forma giuridica, dal settore economico e dal regime contabile adottato.

Non sono ammesse al beneficio, oltre che le imprese in difficoltà come definite dall’art. 2, punto 18, del regolamento (UE) n. 651/2014 della Commissione, del 17 giugno 2014 anche le imprese:

  • destinatarie di sanzioni interdittive ai sensi dell’art. 9, co. 2 del D.Lgs 231/2001;
  • che non risultino in regola con le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • che non risultino in regola con gli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

Ulteriore novità introdotta dalla Legge di Bilancio 2020 è la previsione che nel caso in cui le attività di formazione siano erogate da soggetti esterni all’impresa si considerano ammissibili al credito d’imposta anche le attività commissionate agli Istituti tecnici superiori.

Massimi annuali di spesa per formazione 4.0

Modificata anche la misura dell’agevolazione, in particolare nei limiti massimi annuali di spesa.

In particolare:

  • per le piccole imprese l’agevolazione spetta:
    • nella misura del 50% delle spese ammissibili;
    • nel limite massimo annuale di 300.000,00 euro.
  • per le medie imprese, l’agevolazione spetta:
    • in misura pari al 40% delle spese ammissibili;
    • nel limite massimo annuale di 250.000,00 euro (in luogo del precedente limite di euro 300.000,00).
  • per le grandi imprese, l’agevolazione spetta:
    • in misura pari al 30% delle spese ammissibili;
    • nel limite massimo annuale di 250.000,00 euro (in luogo del precedente limite di euro 200.000).

La misura del credito d’imposta è comunque aumentata per tutte le imprese, fermi restando i limiti massimi annuali, al 60% nel caso in cui i destinatari delle attività di formazione ammissibili rientrino nelle categorie dei lavoratori dipendenti svantaggiati o molto svantaggiati, come definite dal decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del 17 ottobre 2017.

Attività di formazione 4.0 ammesse

Sono ammissibili al credito d’imposta le attività di formazione finalizzate all’acquisizione o al consolidamento, da parte del personale dipendente dell’impresa, delle competenze nelle tecnologie rilevanti per la realizzazione del processo di trasformazione tecnologica e digitale delle imprese previsto dal “Piano nazionale Impresa 4.0”:

  • big data e analisi dei dati;
  • cloud e fogcomputing;
  • cyber security;
  • simulazione e sistemi cyber-fisici;
  • prototipazione rapida;
  • sistemi di visualizzazione, realtà virtuale e realtà aumentata;
  • robotica avanzata e collaborativa;
  • interfaccia uomo macchina;
  • manifattura additiva (o stampa tridimensionale),
  • internet delle cose e delle macchine;
  • integrazione digitale dei processi aziendali.

Non è più necessario ai fini del riconoscimento del credito d’imposta che lo svolgimento delle attività di formazione sia espressamente disciplinato in contratti collettivi aziendali o territoriali depositati presso l’Ispettorato Territoriale del Lavoro competente.

l credito d’imposta è utilizzabile, a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello di sostenimento delle spese ammissibili, esclusivamente in compensazione con il modello F24.

Infine viene previsto, al solo fine di consentire al Ministero dello sviluppo economico di acquisire le informazioni necessarie per valutare l’andamento, la diffusione e l’efficacia della misura agevolativa, che le imprese che si avvalgono del credito d’imposta siano tenute ad effettuare una comunicazione al Ministero dello sviluppo economico. 

Sarà un apposito decreto direttoriale del Ministero dello sviluppo economico a stabilire il modello, il contenuto, le modalità e i termini di invio della comunicazione.

Il credito d’imposta non può formare oggetto di cessione o trasferimento neanche all’interno del consolidato fiscale.

Scrivi una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.I campi obbligatori sono contrassegnati *