Credito imposta per sanificazione ed adeguamento dei luoghi di lavoro

Decreto rilancio art. 120 e art. 125


Tra le regole contenute nella guida Inail per far fronte all’emergenza epidemiologica Covid19, vi rientra l’obbligo di sanificazione periodica e pulizia giornaliera della sede di lavoro, obbligo che accompagnerà i i datori di lavoro nei prossimi mesi.

E’ stato il decreto Cura Italia ad introdurre un bonus riconosciuto nella forma di credito d’imposta, per fronteggiare queste attività, ma è stato il decreto liquidità che ha successivamente esteso il bonus anche alle spese sostenute per l’acquisto di gel disinfettanti e mascherine.

Il decreto Rilancio, anche in considerazione dell’importanza che assume la sanificazione nella ripresa a pieno regime delle attività economiche, ha con gli articoli 120 e 125 introdotto i seguenti crediti d’imposta:

·         per gli interventi e gli investimenti necessari per far rispettare le prescrizioni sanitarie e le misure di contenimento contro la diffusione del virus Covid-19 (articolo 120 del decreto Rilancio, di seguito, “credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro”);

·         per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti (articolo 125 del decreto Rilancio, di seguito “Credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione”).

L’agenzia delle Entrate con la Circolare n. 20/E del 10 luglio 2020 e con il Provvedimento 259854 sempre del 10 luglio, ha introdotto importanti novità e precisazioni. 

1 Il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro (articolo 120)

Il credito di imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è riconosciuto a favore di un’ampia platea di soggetti (tipicamente gli operatori con attività aperte al pubblico), a fronte delle spese sostenute per gli interventi necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure di contenimento contro la diffusione del virus.

Ambiti soggettivo di applicazione

Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, ai sensi del comma 1 dell’articolo 120, è riconosciuto «ai soggetti, persone fisiche o giuridiche, esercenti attività d’impresa, arte o professione in luoghi aperti al pubblico indicati nell’allegato 1, alle associazioni, alle fondazioni e agli altri enti privati, compresi gli enti del Terzo settore», quindi tipicamente bar, ristoranti, alberghi, teatri e cinema.

Le spese per le quali spetta il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro sono suddivise in due gruppi: quello degli interventi agevolabili e quello degli investimenti agevolabili:

·           gli interventi agevolabili, cioèquelli necessari al rispetto delle prescrizioni sanitarie e delle misure finalizzate al contenimento della diffusione del virus (per esempio interventi di edilizia per rifacimento spogliatoi, mensa, spazi medici o acquisto di specifici arredi)

·           gli investimenti agevolabili che sono quelli connessi ad attività innovative, tra cui sono ricompresi quelli relativi allo sviluppo o l’acquisto di strumenti e tecnologie necessarie allo svolgimento dell’attività lavorativa e per l’acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura (c.d. termoscanner) dei dipendenti e degli utenti.

Modalità e termini di utilizzo

L’ammontare del credito d’imposta in parola corrisponde al 60 per cento delle spese ammissibili sostenute nel 2020 per un massimo di 80.000 euro. Tale limite massimo è riferito all’importo delle spese ammissibili e, dunque l’ammontare del credito non può eccedere il limite di 48.000 euro

La comunicazione delle spese ammissibili deve essere effettuata dal 20 luglio 2020 al 30 novembre 2021 e, come stabilito dal legislatore, il relativo credito d’imposta può essere comunque utilizzato dal 1° gennaio al 31 dicembre 2021.

In questo modo, oltre a rendere coerente la scadenza di presentazione della comunicazione con il termine ordinario di presentazione della dichiarazione dei redditi in cui dovrà essere indicato il credito fruibile, i beneficiari avranno a disposizione un lasso di tempo molto ampio per effettuare la comunicazione propedeutica all’utilizzo del credito, fermo restando che la fruizione dovrà avvenire entro il 31 dicembre 2021.

Il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro è utilizzabile (in base al combinato disposto dell’articolo 120, comma 2, del decreto Rilancio con l’articolo 122, comma 2, lettera c), del medesimo decreto):

·         esclusivamente in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24); o, in alternativa

·         entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

La norma, inoltre, prevede che il credito potrà essere utilizzato in compensazione da parte del beneficiario ovvero da parte dei cessionari dello stesso solo a decorrere dal 1° gennaio 2021 e non oltre il 31 dicembre 2021; pertanto, eventuali crediti residui al 31 dicembre 2021 non potranno essere utilizzati negli anni successivi, né ulteriormente ceduti oppure richiesti a rimborso. 

In alternativa all’utilizzo diretto, i cessionari possono ulteriormente cedere i crediti d’imposta ad altri soggetti. Anche in tal caso la comunicazione dell’ulteriore cessione del credito avviene esclusivamente da parte del soggetto cedente con le funzionalità rese disponibili nell’area riservata del sito internet dell’Agenzia delle Entrate.

2 Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione (articolo 125)

L’articolo 125 del decreto Rilancio, al fine di favorire l’adozione di misure dirette a contenere e contrastare la diffusione dell’epidemia, prevede l’assegnazione di un credito d’imposta in favore di taluni soggetti beneficiari, nella misura del 60 per cento delle spese per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti.

Tale credito d’imposta era già previsto dall’articolo 64 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18, convertito dalla legge 24 aprile 2020, n. 27, per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro e dall’articolo 30 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 per l’acquisto di dispositivi di protezione nei luoghi di lavoro.

L’art. 125 del decreto Rilancio:

·         abroga, al comma 5, le sopracitate disposizioni normative in argomento) e, al contempo,

·         estende la platea dei soggetti beneficiari (agli enti non commerciali, compresi gli enti del terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti),

·       aumenta le spese agevolabili (includendo dispositivi e strumenti quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, comprese le relative eventuali spese di installazione),

·         incrementa la misura del beneficio individuale (il credito d’imposta passa dal 50 per cento al 60 per cento e il limite massimo fruibile da 20.000 euro a 60.000 euro).

Ambiti di applicazione

La norma stabilisce che la disposizione in esame trova applicazione nei riguardi di «soggetti esercenti attività d’impresa, arti e professioni, enti non commerciali, compresi gli enti del Terzo settore e gli enti religiosi civilmente riconosciuti».

La norma non prevede alcuna distinzione in ordine al regime fiscale adottabile dai soggetti beneficiari.

Non sono inclusi coloro che svolgono attività commerciali non esercitate abitualmente o attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente.

Il comma 1 dell’articolo 125 prevede che il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione spetta in relazione alle «spese sostenute nel 2020per la sanificazione degli ambienti e degli strumenti utilizzati, nonché per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale e di altri dispositivi atti a garantire la salute dei lavoratori e degli utenti».

Il successivo comma 2 dell’articolo 125 del decreto contiene un elenco esemplificativo di fattispecie riferibili alle precedenti categorie. Pertanto, è possibile individuare due categorie di spese:

·           le spese sostenute per la sanificazione degli ambienti nei quali è esercitata l’attività lavorativa e istituzionale o per la sanificazione degli strumenti utilizzati nell’ambito di tali attività;

·           quelle sostenute per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, quali mascherine, guanti, visiere e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari

·             prodotti detergenti e disinfettanti

·             dispositivi di sicurezza diversi da quelli precedenti, quali termometri, termoscanner, tappeti e vaschette decontaminanti e igienizzanti, che siano conformi ai requisiti essenziali di sicurezza previsti dalla normativa europea, incluse le eventuali spese di installazione

·             attrezzature atte a garantire la distanza di sicurezza interpersonale, quali barriere e pannelli protettivi, incluse le eventuali spese di installazione

L’Agenzia delle Entrate con apposita circolare del 13 aprile 2020, n. 9/E ha già fornito un primo chiarimento per cui i dispositivi individuali agevolati sono rappresentati da mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione, occhiali protettivi, tute di protezione, calzari.

Spese per attività di sanificazione degli ambienti e degli strumenti

Con “attività di sanificazione”, il Legislatore intende l’attività finalizzate ad eliminare o ridurre a quantità non significative la presenza del virus certificata da esperti del settore.

L’attività di sanificazione, in presenza di specifiche competenze riconosciute, saranno agevolabili anche se relative ad attività svolte in economia dal soggetto beneficiario. L’impresa potrà optare per la sanificazione fai da te, senza perdere il diritto al credito d’imposta del 60%, avvalendosi di propri dipendenti o collaboratori.

L’agevolazione, precisa inoltre la normativa, riguarda la sanificazione degli strumenti stessi (nuovi o già in uso), non il loro acquisto, quindi, le stesse possono riguardare anche strumenti già in dotazione del soggetto beneficiario. Rientrano tra le spese oggetto del credito d’imposta anche le spese di sanificazione (degli ambienti e degli strumenti), in quanto costituenti spese ordinarie in relazione alla natura dell’attività esercitata.

 Modalità e termini di utilizzo

La norma dispone che tale credito d’imposta non può superare la misura di 60000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo di 200 milioni di euro per l’anno 2020.

Il limite massimo (60.000 per beneficiario) è riferito all’importo del credito d’imposta e non a quello delle spese ammissibili. Ne deriva che il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione spetterà nella misura del 60 per cento delle spese ammissibili sostenute, ove l’ammontare complessivo delle stesse sia inferiore o uguale a 100.000 euro. Diversamente, nel caso in cui dette spese siano superiori a tale ultimo importo, il credito spettante sarà sempre pari al limite massimo di 60.000 euro.

Diversamente, per il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione è stato previsto che la comunicazione delle spese ammissibili possa essere effettuata dal 20 luglio al 7 settembre 2020.


La disposizione normativa, per entrambi i crediti d’imposta, fa riferimento alle spese sostenute nel 2020, quindi l’agevolazione spetta anche nel caso in cui il sostenimento sia avvenuto nel corso dell’anno e, quindi, anche antecedentemente alla data del 19 maggio 2020, data di entrata in vigore del decreto legge n. 34.

Inoltre per quanto riguarda la locuzione «spese sostenute nel 2020», ai fini dell’imputazione delle spese stesse occorre precisare:

–       per le persone fisiche e per gli enti non commerciali si fa riferimento al criterio di cassa e, quindi, alla data dell’effettivo pagamento, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi e degli investimenti cui i pagamenti si riferiscono

–       per le imprese individuali, per le società, per gli enti commerciali e per gli enti non commerciali in regime di contabilità ordinaria, al criterio di competenza e, quindi, alle spese da imputare al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2020, indipendentemente dalla data di avvio degli interventi cui le spese si riferiscono e indipendentemente dalla data dei pagamenti.

Il calcolo del credito spettante andrà effettuato sulla spesa agevolabile al netto dell’Iva (i.e. sull’imponibile), laddove dovuta. 


Il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione, in base al combinato disposto del comma 3 dell’articolo 125 del decreto Rilancio con l’articolo 122, comma 2, lettera d), del medesimo Decreto, è utilizzabile successivamente al sostenimento delle spese agevolabili:

·           in compensazione, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 (modello F24);

·           nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta di sostenimento della spesa; o, in alternativa

·           entro il 31 dicembre 2021, può essere ceduto, anche parzialmente, ad altri soggetti, ivi compresi istituti di credito e altri intermediari finanziari, con facoltà di successiva cessione del credito.

Inoltre, ai sensi del comma 3 dell’articolo 125, il contribuente potrà utilizzare il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione per ridurre l’ammontare complessivo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di riferimento del sostenimento delle spese oggetto di agevolazione.

Si rammenta che, come espressamente menzionato nel comma 1 e nel comma 2, lettera d), dell’articolo 122 del decreto Rilancio, il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione può essere ceduto e la cessione è esercitabile «a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 31 dicembre 2021».

Ferma restando la sussistenza dei requisiti sopra descritti in relazione al fruitore/cedente, il cessionario può utilizzare esclusivamente il credito:

·           nella dichiarazione dei redditi relativa al periodo d’imposta nel corso del quale la cessione del credito è stata comunicata all’Agenzia delle entrate;

·           in compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo n. 241 del 9 luglio 1997.

In relazione al cessionario, la quota di credito non utilizzata nell’anno in cui è stata comunicata la cessione all’Agenzia delle entrate non può essere utilizzata negli anni successivi e non può essere richiesta a rimborso. In tali casi, il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione non utilizzato può essere oggetto di ulteriore cessione solo nell’anno in cui è stata comunicata la prima cessione.

Con riferimento all’utilizzo in compensazione del credito, sia da parte del beneficiario del credito, sia da parte dei successivi cessionari, non si applicano i limiti stabiliti dall’articolo 1, comma 53, della legge 24 dicembre 2007, n. 244 (250.000 euro per i crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi), e di cui all’articolo 34 della legge 23 dicembre 2000, n. 388

Rilevanza fiscale dei crediti d’imposta

Il comma 3 dell’articolo 125 in commento dispone altresì che il credito d’imposta per la sanificazione e l’acquisto di dispositivi di protezione non concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e del valore della produzione ai fini dell’imposta regionale sulle attività produttive, così come non concorre ai fini del rapporto di deducibilità degli interessi passivi (articolo 61 del TUIR) e ai fini del rapporto di deducibilità dei componenti negativi (Art.109, comma 5, del TUIR).

Invece in assenza di una similare previsione contenuta nell’articolo 120 del decreto Rilancio, il credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro, concorre alla formazione del reddito ai fini delle imposte sui redditi e al valore della produzione ai fini Irap secondo le ordinarie modalità disposte per i singoli soggetti fruitori.

L’Agenzia delle Entrate il 10 luglio ha pubblicato riguardante la definizione dei criteri e delle modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta per l’adeguamento degliambienti di lavoro e per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione.

Con il nuovo provvedimento sono stati definiti:

-i criteri e le modalità di applicazione e fruizione dei crediti d’imposta richiamati;

-le modalità con le quali i beneficiari dei crediti d’imposta comunicano all’Agenzia delle entrate, in luogo dell’utilizzo diretto del credito d’imposta, l’opzione per la cessione dei crediti stessi, anche parziale, ad altri soggetti, ivi inclusi istituti di credito e altri intermediari finanziari.

La comunicazione dell’ammontare delle spese ammissibili

Il provvedimento n. 259854 ha stabilito che i soggetti aventi i requisiti previsti per accedere ai crediti d’imposta devono darne comunicazione utilizzando il nuovo modello di “Comunicazione delle spese per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e/o per la sanificazione e l’acquisto dei dispositivi di protezione”.

Con una stessa Comunicazione è possibile indicare le spese relative a entrambi i crediti d’imposta, oppure a uno solo di essi.

La Comunicazione è inviata esclusivamente con modalità telematiche, direttamente dal contribuente oppure avvalendosi di un intermediario mediante attraverso i servizio web o i canali telematici dell’Agenzia delle entrate.


Le risorse stanziate dal decreto Rilancio per i due crediti d’imposta ammontano a 200 milioni di Euro per il 2020. L’Agenzia delle Entrate dovrà valutare molto attentamente il rispetto del plafond sulla base al numero totale di comunicazioni pervenute e crediti richiesti.

Nel provvedimento del 10 luglio 2020 si legge infatti che l’importo massimo del credito d’imposta per sanificazione e DPI è pari al credito d’imposta richiesto moltiplicato per la percentuale resa nota con provvedimento del direttore dell’Agenzia delle entrate, da emanare entro l’11 settembre 2020.

Il rischio che le richieste di crediti d’imposta superino il totale delle risorse stanziate è concreto. Basti pensare a quanto accaduto con il bando Impresa Sicura, per il quale erano stati stanziati 50 milioni di euro a copertura delle spese sostenute dal 17 marzo e fino alla data di invio della domanda di rimborso.

Del totale delle 194.175 domande trasmesse, soltanto 3.150 sono state accolte. Rispetto al bando Invitalia, il credito d’imposta per le spese di sanificazione ed acquisto di DPI prevede un totale di fondi più ampio, ma è parimenti maggiore il periodo temporale di riferimento, così come è decisamente più ampio l’elenco delle spese ammissibili.

È a fronte di tali criticità il provvedimento dell’Agenzia delle Entrate assume particolare rilievo, al fine di determinare il reale impatto dell’agevolazione sulle imprese italiane.

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